Sa
Sainteté Jean-Paul
II
Discours
aux footballeurs de l'Argentine et de l'AS Roma
18
Mars 1987
Mi è gradito darvi
il mio cordiale benvenuto, Dirigenti e giocatori della squadra nazionale di
calcio argentina, venuti in questa città per disputare un incontro amichevole
con la squadra della Roma, che attualmente sta celebrando il sessantesimo
anniversario della sua fondazione.
In questa
circostanza desidero fare i miei auguri alla squadra argentina che ha raggiunto
le mete più alte nell’ambito dello sport calcistico mondiale. Perciò questa
udienza mi offre l’occasione per manifestare l’attenzione della Chiesa per
ogni aspetto sociale e morale che le competizioni sportive presuppongono per le
relazioni interpersonali e gli incontri internazionali, destinati a promuovere e
incrementare vincoli di amicizia e convivenza pacifica tra i popoli. Come
insegna il Concilio Vaticano II: “Gli esercizi e le manifestazioni sportive...
aiutano a mantenere l’equilibrio spirituale anche della comunità, e a
stabilire relazioni fraterne tra uomini di ogni classe, nazione e razza” (Gaudium
et Spes, 61).
Perché questi
desideri vadano convertendosi in felice realtà, come segno di abbondanti doni
divini, vi impartisco la mia benedizione apostolica che estendo con affetto alle
vostre famiglie e ai vostri concittadini, con i quali avrò il piacere di
incontrarmi nella mia prossima visita pastorale nella vostra patria.
Ed ora rivolgo il
mio saluto anche ai Dirigenti ed ai giocatori della Associazione Sportiva Roma,
che celebrano il sessantesimo anniversario della fondazione della società “giallorossa”.
Mi compiaccio con
voi e vi esorto a perseverare nella prospettiva, mai venuta meno nella vostra
compagine, di dare ampio spazio a significative e valenti espressioni di
fratellanza e da amicizia. Insieme con l’efficienza ed il successo, siano
sempre esaltati da voi, in ogni competizione, i valori morali che accompagnano
l’autentico sportivo, è cioè il comportamento maturo e saggio, l’autocontrollo,
l’equilibrio interiore.
Vi chiedo altresì
di mettere in luce, in ogni occorrenza, quello spirito cristiano che anima la
vostra coscienza di credenti e che sa esaltare i sentimenti di lealtà, di
concordia, di fraterna solidarietà che sono indispensabili affinché ogni
esibizione sportiva sia veramente umana e costruttiva.
Con questo spirito,
ne sono certo, voi affronterete l’incontro amichevole di domani, festa di san
Giuseppe, ed auspico che con la protezione di questo grande santo nel mondo
dello sport sia possibile garantire sempre quella viva cordialità e quello
spirito pacifico ed amichevole che uniscono tutti i veri sportivi in una unica,
grande e serena famiglia.
Con tali auspici vi
benedico di cuore.
retour
aux discours des papes sur le sport