Sa Sainteté Pie X
 Aux participants du concours international de Gymnastique
27 Septembre 1908

Io vi ringrazio, Signor Conte [si rivolge al conte Mario di Carpegna, presidente della FASCI, che accompagna i ginnasti], della vostra bella relazione sulla Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane, che unisce la cara gioventù d'Italia e tanti altri giovani stranieri e ringrazio della dimostrazione sportiva [il giorno precedente Pio X, nel cortile del Belvedere, aveva assistiti agli esercizi ginnici del Concorso Internazionale Cattolico di Ginnastica e Sport] e faccio voti perché la vostra confederazione si estenda quanto è estesa la Chiesa Cattolica, sicché tutti siano uniti in un solo spirito e in un sol cuore e in una medesima azione.

Ringrazio gli Istituti, i maestri e quanti si adoperano per la educazione e l'istruzione di tanta gioventù e quanti presero parte alla giuria preparandola solenne manifestazione che si è svolta in questi giorni. A voi poi, miei diletti giovani, una parola dal cuore.

Mi congratulo con voi della solenne dimostrazione, non solo per la vostra bravura, ma anche per i sentimenti di viva fede di cui siete animati: io vi lodo, vi ammiro e vi benedico, benedico tutti i vostri giochi ginnastici ei vostri esercizi, il podismo, l'alpinismo e altri di simil genere, e faccio voti perché tutta la vostra opera raggiunga il fine che si è proposta. Lodo e benedico quest'opera perché mentre vi esercitate nel corpo, essa vi è di sollievo nello spirito e perché occupandovi dei vostri esercizi sfuggite l'ozio che è il padre di ogni vizio e nelle vostre gare fraterne fate l'esercizio di virtù.

Vi raccomando peraltro moderazione; nella moderazione sta la virtù: si tratto è vero di giochi, di passatempi a vostro sollievo; ma non bisogna passare i confini della prudenza, non esporsi a pericoli e recar danno alla vostra salute; vi raccomando dunque moderazione perché nei sollievi non dimentichiate i vostri studi, le vostre incombenze e i vostri lavori.

Vi raccomando poi specialmente tra i vostri giochi sportivi, di non disdegnare le pratiche della vostra religione. Ricordate che senza sodo fondamento della pietà non solo non potrete conservarvi buoni cristiani, ma mancherete anche delle virtù semplicemente naturali.

Io non voglio essere pessimista col condannare tutto ciò che fanno gli avversari, ma mi sanguina il cuore nel vedere specialmente i giovani non solo indifferenti dinanzi alle pratiche di pietà, ma anche dimentichi dei principi naturali. Dove si trova in essi l'obbedienza ragionevole, dove la giustizia, dove il patriottismo indipendente, non prezzolato, dove la libertà sempre rispettata, dove mai quel principio stabilito da Gesù: Non fare agli altri quello che non vorresti per te?

Perché tutto questo male? Perché tutto questo disordine? Perché non si vuol tener conto della religione. Anche i pagani non sarebbero stati seguaci delle virtù naturali se non avessero seguito le pratiche della loro religione.

Ma voi, nati nel lume della fede, lavati al fonte battesimale, che avete bevuto alla fonte del Vangelo, procurate di mantenervi cristiani, allora solo sarete cittadini onesti, gloria della gioventù ed otterrete il trionfo della vostra Patria.

Ecco le parole che sento di dire a conclusione di queste feste che mi hanno allietato e di cui mi avete voluto partecipare.

La benedizione che io ora imploro sopra di voi, sopra le vostre famiglie, sopra i vostri Istituti e maestri, sopra quanti vi sono cari, sia fonte perenne per voi di consolazioni e di soavi frutti.

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