SA SAINTETE JEAN-PAUL II
... A l'occasion du
40° anniversaire du CSI ...
18
Mai 1984
Carissimi
Fratelli e Sorelle!
Sono
lieto di incontrarmi quest'oggi con Voi, Responsabili nazionali, regionali e
provinciali del Centro Sportivo Italiano, riuniti a Roma per un convegno, in
occasione del 40° anniversario della fondazione della vostra Associazione.
Esprimo il mio cordiale saluto e il mio grato apprezzamento a voi e a quanti
promuovono e presiedono questa Organizzazione, benemerita per lo spirito
cristiano con cui ha saputo e sa guidare le attività sportive di numerose
schiere giovanili, formulando l'augurio che codesto Centro possa felicemente
continuare nella sua attività e sappia compierla con sempre maggiore impegno. A
tutti dico: "Grazie e pace a voi in abbondanza".
Con
la vostra riunione voi intendete ricordare una data che non è senza significato
per la storia della vostra Associazione, la quale nei suoi 40 anni di vita ha
registrato lusinghieri successi e consolanti affermazioni nel suo specifico
intento di promuovere i valori cristiani in campo sportivo. Il vostro Centro,
infatti, oggi conta 8.000 Società sportive con oltre 500.000 atleti; esso è
presente in tutto il territorio nazionale con proprie strutture, svolgendo la
sua attività in piena armonia con le indicazioni della Conferenza Episcopale
Italiana e dei singoli Pastori delle Comunità diocesane.
Mi
è cara questa felice occasione per manifestare a voi e a tutti gli aderenti
alla vostra Associazione la mia soddisfazione per l'esempio che essa ha saputo
offrire in questo quarantennio di una giovinezza forte, volitiva ed ardimentosa,
dando prova di padronanza di sé e di lealtà, di coraggio e di rispetto delle
regole: sono tutti valori questi che la Chiesa ha sempre inculcato negli animi,
non cessando di promuoverli soprattutto nei giovani.
Come
ho detto in occasione del Giubileo dei giovani nello stadio Olimpico: "Per
essere un bravo sportivo sono indispensabili onestà con se stessi e con gli
altri, lealtà, forza morale, oltre e più che quella fisica, perseveranza,
spirito di collaborazione e di socievolezza, magnanimità, generosità,
larghezza di mente, capacità di convivenza e di condivisione".
Ma
tutte queste qualità umane e civili non possono restare fine a se stesse, ma
devono formare come una pedana per salire su un piano superiore, cioè quello
dello spirito: per superare ogni atteggiamento frivolo, che conduce verso una
esistenza grigia e priva di ideali; per non lasciarsi impigliare in quei piaceri
che avviliscono e degradano. L'esercizio fisico dello sport vi richiami alla
mente le belle parole di San Paolo ai cristiani di Corinto: "Glorificate e
portate Dio nei vostri corpi". Quello che fate nei vostri allenamenti per
mettere il vostro corpo sempre più in grado di rendere il massimo nelle
competizioni sportive, la Chiesa lo richiede su un piano più elevato per la
vostra crescita spirituale. Infatti tutta la vita cristiana è come una corsa,
come una gara, ma non per la conquista di una corona corruttibile, come dice
ancora San Paolo, bensì per la conquista di una corona immarcescibile. Sappiate
cogliere nell'esercizio dello sport gli stimoli che esso vi offre per la vostra
maturazione di uomini e di cristiani, in maniera da arricchire la vostra vita di
quelle virtù naturali e soprannaturali che la rendono degna di essere vissuta,
perché vista come una risposta consapevole e generosa al disegno che Dio ha su
ciascuno di voi.
Con
questi voti nel cuore ben volentieri imparto a voi, ai vostri Dirigenti a tutte
le Società del Centro Sportivo Italiano e ai singoli atleti che voi qui
rappresentate una speciale Benedizione, in segno di incoraggiamento e di augurio.