SA SAINTETE PAUL VI
... à l'occasion du
8° congrès national du CSI ...
20
Mars 1965
Ci
rivolgiamo anzitutto con paterna benevolenza ai dilettissimi membri del Centro
Sportivo Italiano, che partecipano al loro VIII Congresso Nazionale. La
circostanza che vi ha tratti a Roma, diletti figli, portando davanti al Papa le
vostre schiere, vibranti di entusiasmo e di giovanile freschezza, è ben
importante, e meritevole dell'incoraggiamento più ampio: infatti, come Ci avete
fatto sapere, e come ben ricordiamo, il benemerito Centro Sportivo Italiano
celebra il ventesimo anniversario di fondazione. Il pensiero ritorna a quegli
anni trepidi e difficili, pieni di fermenti rinnovatori e di alterne speranze,
in cui la società, con i segni ancora brucianti degli sconvolgimenti bellici,
cercava faticosamente e tenacemente i motivi della propria ricostruzione, nello
sforzo generoso di fondare un ordine nuovo. In quei giorni di esperienze
impareggiabili e di accese aspirazioni, quando i cattolici italiani, maturati
alla scuola di apostolato dell'Azione Cattolica, sentirono il bisogno di
attestare la loro presenza anche nel campo dello sport, essi trovarono
nell'indimenticato Nostro Predecessore Pio XII l'interessamento più vivo, la
benevolenza più tenera, l'incoraggiamento più ardito e incitatore, che stupì
ed entusiasmò per la modernità dell'impostazione e la vivezza degli accenti: e
Noi fummo allora testimoni ammirati e commossi, per il Nostro quotidiano
servizio della Sede Apostolica a fianco di quel Pontefice, delle sue
sollecitudini per la vostra provvida istituzione; abbiamo visto il vostro
sorgere, il vostro espandervi, il vostro fiorire; e oggi il Signore Ci ha
preparato la consolazione di vedervi qui, ormai solidamente organizzati nei
vostri quadri nazionali, e regionali, e diocesani, e locali; e presenti altresì
autorevolmente col peso della vostra esperienza, col valore della vostra
capacità, col prestigio di un nome che non si è mai piegato a compromessi o a
cedimenti, anche nel campo ufficiale dello sport italiano, in fraterna intesa
con altre Federazioni sportive.
Il
traguardo del ventennio vi deve innanzitutto spronare a filiale spirito di
riconoscenza al Signore, la cui assistenza provvidenziale vi ha accompagnati
nello sviluppo progressivo di questi anni fecondi. A Lui salga l'inno della
riconoscenza dalle vostre schiere giovanili, nella certezza che solo nel suo
aiuto onnipotente, accolto con umile e franca dedizione, potete trarre l'auspicio
di nuove e sempre più luminose affermazioni: "Se il Signore non edifica la
casa, invano faticano coloro, che la costruiscono" (Sal. 126,1).
La
commemorazione ventennale darà altresì al Centro Sportivo Italiano la spinta
ardente e coraggiosa per nuove affermazioni. Durante il Congresso avete
considerato il cammino compiuto, alla luce del tema proposto: "Vent'anni di
sport per una società nuova". In questa direzione si muoverà il vostro
lavoro, verso gli orizzonti che gli si schiudono per il prossimo futuro. È la
formazione di una società nuova, a cui si rivolgono i vostri sforzi: non certo
nella ricerca demagogica di frasi ad effetto, ma nella consapevolezza che lo
sport, nei sani elementi formativi che esso avvalora, può essere utilissimo
strumento per l'elevazione spirituale della persona umana, condizione prima e
indispensabile di una società ordinata, serena, costruttiva. I documenti
pontifici al riguardo, i discorsi dei Nostri Predecessori, e quelli che Noi
stessi abbiamo dedicato agli sportivi contengono necessarie indicazioni a questo
riguardo. Fatene oggetto di approfon-dimento, e, soprattutto, vivetene i
princìpi trascinatori nella pratica dell'esercizio quotidiano. Siate, anche in
questo set-tore tanto delicato e promettente, il lievito che fa fermentare la
massa (cfr. Mt. 13,33), siate il buon profumo di Cristo (cfr. Cor. 2,15): la
vostra presenza, oltre che contribuire al perfezionamento degli aspetti tecnici
e organizzativi della vita sportiva italiana, deve essere un segno, un richiamo,
una luce; deve elevare e raggentilire; deve stabilire fraterni contatti di
amicizia cristiana fra gli atleti; deve facilitare l'incontro sacramentale con
Cristo Salvatore; deve coraggiosamente sostenere i valori umani e cristiani in
tutti i settori dell'esercizio sportivo. Penetrate a fondo nella convinzione, e
fatela comprendere anche ai vostri colleghi, che "la Chiesa vede nello
sport una ginnastica delle membra e una ginnastica dello spirito; un esercizio
di educazione morale, e perciò ammira, approva, incoraggia lo sport nelle sue
varie forme, in quella sistematica, specialmente, doverosa a tutta la gioventù
e rivolta allo sviluppo armonico del corpo e delle sue energie... E lo ammira la
Chiesa, lo approva e lo incoraggia, lo sport, tanto più se l'impiego delle
forze fisiche si accompagna all'impiego delle forze morali, che possono fare
dello sport una magnifica disciplina personale, un severo allenamento ai
contatti sociali, fondati sul rispetto della parola propria e della persona
altrui, un principio di coesione sociale, che arriva ora a tessere relazioni
amichevoli perfino sul campo internazionale" (Ai corridori del 47° Giro d'Italia,
30 maggio 1964). Sono parole che abbiamo rivolte lo scorso anno agli sportivi di
una celebre competizione italiana, e che affidiamo ora alla vostra sensibilità
e alla vostra fedeltà di figli ardenti della Chiesa, come pegno della
benevolenza, che nutriamo per voi, e del gran bene che Ci ripromettiamo
dell'attività del Centro Sportivo Italiano. Con questi voti paterni Ci è caro
augurarvi lietissime affermazioni per l'avvenire, e seguirvi con la Nostra
Benedizione larga e affettuosa, che estendiamo altresì alle vostre
organizzazioni sportive, e a tutti gli atleti, i quali militano sotto le vostre
bandiere in una gara di grazia, di lealtà e di forza, nella nobiltà del nome
cristiano, nella luce di una coscienza pura e generosa.